{"id":1164,"date":"2021-02-17T11:15:00","date_gmt":"2021-02-17T10:15:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.relazionipositive.org\/?p=1164"},"modified":"2021-02-17T11:15:45","modified_gmt":"2021-02-17T10:15:45","slug":"il-parto-in-anonimato-quale-equilibrio-tra-diritti-fondamentali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.relazionipositive.org\/?p=1164","title":{"rendered":"Il parto in anonimato: quale equilibrio tra diritti fondamentali?"},"content":{"rendered":"\n<p>Il parto in anonimato ha aperto negli ultimi anni una controversa questione in tema di conflitto tra diritti fondamentali. E, come sappiamo, il bilanciamento di diritti personalissimi \u00e8 sempre delicato. In particolare, l\u2019equilibro tra i diritti della madre biologica e quelli del\/lla figlio\/a sembra infrangersi di fronte all\u2019antinomia costituita dalla privacy della prima e l\u2019accesso alle informazioni sulle proprie origini del\/lla secondo\/a.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019adottato\/a \u2013 come sancito dalla legge n. 149\/2001 \u2013 ha il diritto, a determinate condizioni, di conoscere l\u2019identit\u00e0 dei genitori naturali. Tale riconoscimento prevede un\u2019eccezione: questa possibilit\u00e0, ritenuta importante per il processo di costruzione della propria identit\u00e0, \u00e8 preclusa nei confronti della madre che abbia dichiarato alla nascita di non volere essere nominata (legge 184\/1983, art. 28, comma 7).<\/p>\n\n\n\n<p>La tutela dell\u2019anonimato delle donne \u00e8 stata poi confermata anche dal \u201c<em>Codice privacy<\/em>\u201d (d.lgs n. 196\/2003) che stabilisce:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cil certificato di assistenza al parto o la cartella clinica, ove comprensivi dei dati personali che rendono identificabile la madre che abbia dichiarato di non voler essere nominata avvalendosi della facolt\u00e0 di cui all&#8217;articolo 30, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396, possono essere rilasciati in copia integrale a chi vi abbia interesse, in conformit\u00e0 alla legge, decorsi <strong>cento anni<\/strong> dalla formazione del documento\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il diritto (della madre) all\u2019oblio, quindi, prevale su quello del\/lla figlio\/a.<\/p>\n\n\n\n<p>A partire dal 2013, questa certezza ha iniziato a vacillare.<\/p>\n\n\n\n<p>La Corte Costituzionale (sentenza n. 278\/2013), infatti, in seguito alla condanna della Corte europea di Strasburgo (sentenza Godelli c. Italia 2012), ha dichiarato l\u2019illegittimit\u00e0 costituzionale del divieto assoluto di conoscere le proprie origini nel caso di parto in anonimato in quanto cristallizza in modo definitivo e praticamente irreversibile la scelta della madre di apporre il segreto sulla propria identit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La censura \u00e8 rivolta alla rigidit\u00e0 della norma, che invece dovrebbe mirare a un bilanciamento concreto di interessi parimenti importanti. La Consulta rimanda poi al Legislatore il difficile compito di disciplinare la possibilit\u00e0 che il\/la giudice, su richiesta del\/lla figlio\/a, interpelli la madre \u2013 nel modo pi\u00f9 discreto possibile \u2013 per verificare l\u2019attualit\u00e0 della scelta compiuta in passato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Anche la Cassazione si \u00e8 espressa pi\u00f9 volte (nel 2016 e pi\u00f9 recentemente nel 2020) a favore della revocabilit\u00e0 dell\u2019anonimato: l\u2019interesse e il diritto a rimanere segreta termina alla morte della donna stessa. Se la madre \u00e8 defunta, dunque, deve essere privilegiata la richiesta del\/lla figlio\/a non riconosciuto\/a alla nascita.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019attesa che il vuoto normativo venga colmato, le prassi nei tribunali italiani rimangono variegate.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 difficile immaginare le conseguenze sulla vita delle donne.<\/p>\n\n\n\n<p>Numerose sono le testimonianze* che descrivono l\u2019angoscia di coloro che temono che il passato travolga il proprio presente e le persone che ormai ne fanno parte.&nbsp;Come riportato dall&#8217;<a href=\"http:\/\/www.vita.it\/it\/article\/2017\/02\/24\/parto-segreto-solo-una-donna-su-venti-ci-ripensa\/142584\/\">Associazione Nazionale Famiglie Adottive e Affidatarie<\/a>, molte donne si sentono ingannate, tradite e punite per aver compiuto una scelta legittima e responsabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Troverete l\u2019intera campagna informativa sui nostri social (Facebook e Instagram).<\/p>\n\n\n\n<p>*<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.aibi.it\/ita\/images\/A-deputati-su-appello-R.pdf\">https:\/\/www.aibi.it\/ita\/images\/A-deputati-su-appello-R.pdf<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/www.anfaa.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/art.-Santanera.pdf\">http:\/\/www.anfaa.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/art.-Santanera.pdf<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il parto in anonimato ha aperto negli ultimi anni una controversa questione in tema di conflitto tra diritti fondamentali. 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