{"id":457,"date":"2019-07-25T14:39:55","date_gmt":"2019-07-25T12:39:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.relazionipositive.org\/?p=457"},"modified":"2019-08-09T11:28:17","modified_gmt":"2019-08-09T09:28:17","slug":"di-nuovo-in-piazza-per-ribadire-no-al-ddl-pillon","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.relazionipositive.org\/?p=457","title":{"rendered":"Di nuovo in piazza per ribadire No al ddl Pillon"},"content":{"rendered":"\n<h3>Il ddl Pillon va fermato<\/h3>\n\n\n\n<p>A settembre riprender\u00e0 in Commissione Giustizia al Senato la discussione sul Ddl Pillon e sugli altri disegni di legge collegati, nonostante centinaia di migliaia di uomini e donne in Italia ne abbiano chiesto il ritiro.&nbsp;Tanti\/e parlamentari e rappresentanti delle istituzioni in questi mesi si sono espressi\/e pubblicamente contro il disegno di legge lesivo per la libert\u00e0 di tutti e tutte e potenzialmente molto pericoloso per i bambini e le bambine.&nbsp;Per questo Rel.Azioni Positive, accanto al Centro Veneto Progetti Donna,  \u00e8 tornato in piazza per fermare il ddl pillon, che non deve diventare legge dello Stato<\/p>\n\n\n\n<h4>Ecco chi dice di no al ddl<\/h4>\n\n\n\n<p>Non siamo sole, ma con tante realt\u00e0 dell\u2019associazionismo nazionale e cittadino. La mobilitazione \u00e8 stata lanciata da Dire, la rete dei centri antiviolenza femministi italiani, a cui hanno aderito fin da subito NON UNA DI MENO, CGIL, UDI, ARCI, CAM, PANGEA, TELEFONO ROSA, CISMAI, ANPI, il mondo studentesco e tanti altri e altre.&nbsp;A Padova hanno inoltre aderito il gruppo politiche di genere di coalizione civica, parlamentari, assessore e assessori, consigliere e consiglieri regionali e comunali e tantissime cittadine e cittadini<\/p>\n\n\n\n<p>Questo ddl ci porta indietro di 50 anni e vuole impedire di fatto la separazione e il divorzio mettendo in atto un\u2019ideologia maschilista e patriarcale che vuole le donne come umili e sottomesse regine o, meglio, schiave del focolare domestico.<\/p>\n\n\n\n<h4>I perch\u00e9 del no al ddl<\/h4>\n\n\n\n<p>Il ddl si spinge oltre e mira a ristabilire il controllo pubblico sui rapporti familiari e nelle relazioni intime minando l\u2019autonomia personale di uomini e donne, facendo diventare separazione e affido un campo di battaglia permanente.<\/p>\n\n\n\n<p>E non riconosce altri tipi di famiglia o unione se non quella eterosessuale formata da un uomo e una donna.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono 5 i no che diciamo oggi a Pillon.<\/p>\n\n\n\n<ul><li>No alla mediazione obbligatoria e a pagamento.<\/li><li>No all\u2019imposizione di tempi paritari e al doppio domicilio dei minori.<\/li><li>No al mantenimento diretto.<\/li><li>No al piano genitoriale.<\/li><li>No al concetto di alienazione parentale.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<h4>I pericoli del ddl<\/h4>\n\n\n\n<p>Sono tanti i pericoli che vediamo in questo ddl.&nbsp;Di fatto si vieta il divorzio a chi \u00e8 meno ricco perch\u00e9 le separazioni saranno impossibili a causa dagli alti costi imposti dalla mediazione obbligatoria e a pagamento, per la quale non \u00e8 previsto il gratuito patricinio.<\/p>\n\n\n\n<p>La bigenitorialit\u00e0 perfetta e coatta prevista dal ddl compromette la stabilit\u00e0 dei minori, non tiene conto dei singoli casi, delle concrete situazioni familiari e dell\u2019et\u00e0 dei figli e delle figlie. Esistono sicuramente genitori in grado di gestire al meglio affidi effettivamente condivisi, ma esistono anche realt\u00e0 nelle quali l\u2019affido paritetico non \u00e8 realizzabile, se non con grave pregiudizio per i figli, considerati alla stregua di beni materiali da spostare da un domicilio all&#8217;altro.&nbsp;I figli e le figlie cos\u00ec diventeranno ostaggi del coordinatore genitoriale che avr\u00e0 l\u2019ultima parola su ogni aspetto delle loro vite, dalla scuola allo sport, agli amici da frequentare.<\/p>\n\n\n\n<p>Impossibile non pensare ad una vendetta nei confronti delle donne quando si elimina l\u2019assegno di mantenimento.&nbsp;In un paese dove lavora una donna su due e dove il lavoro di cura ricade nella quasi totalit\u00e0 dei casi su di loro, e dove il 50% delle donne diventa pi\u00f9 povera dopo la separazione, con Pillon peggiorer\u00e0 lo squilibrio economico tra uomini e donne, che rischieranno di restare stritolate in un percorso pensato soprattutto per imporre e arricchire una nuova figura professionale, quella del mediatore familiare. Ci chiediamo, \u00e8 un caso che Pillon sia un mediatore familiare?<\/p>\n\n\n\n<p>Questo ddl non riconosce la violenza maschile contro le donne, che \u00e8 presente nel 51 % delle separazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo Pillon solo al terzo grado di giudizio si potr\u00e0 riconoscere il reato di maltrattamenti e violenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo vuol dire che per circa 4\/5 anni le donne e i loro figli dovranno continuare a frequentare l\u2019uomo che agisce violenza.<\/p>\n\n\n\n<p>E se una denuncia viene archiviata, la donna rischia di essere accusata di calunnia, e perdere i figli.<\/p>\n\n\n\n<p>Quale donna avr\u00e0 pi\u00f9 il coraggio di denunciare?<\/p>\n\n\n\n<h4>E i bambini e le bambine che fine fanno in questo ddl?<\/h4>\n\n\n\n<p>Spariscono, insieme ai loro diritti. Nessuno li ascolta. E se sono vittime di violenza assistita? Il giudice non pu\u00f2 chiedere loro che cosa succede a casa perch\u00e9 non sono ammesse le domande che possono tradire un principio di lealt\u00e0 con uno dei due genitori. E se i bambini e le bambine rifiutano di vedere il pap\u00e0 maltrattante? Secondo Pillon la colpa \u00e8 della madre che manipola i figli e le figlie. Per cui quale soluzione migliore che obbligare i bambini e le bambine a vivere con il genitore violento.<\/p>\n\n\n\n<h4>Il Paese che ci sta stretto<\/h4>\n\n\n\n<p>E neanche le case rifugio potranno proteggere i bambini e le bambine perch\u00e9 al padre baster\u00e0 andare dalle forze dell\u2019ordine per farli riportare a casa.<\/p>\n\n\n\n<p>In un paese in cui ogni due giorni una donna viene uccisa da un uomo, non abbiamo bisogno di una legge che minaccia le donne che subiscono violenza e protegge i maltrattanti.<\/p>\n\n\n\n<p>In un paese dove le donne nei tribunali non sono credute e vengono vittimizzate ulteriormente, non abbiamo bisogno di una legge che mette in primo piano le rivendicazioni degli uomini che agiscono violenza.<\/p>\n\n\n\n<p>In un paese dove i bambini e le bambine vengono usati dai padri violenti per punire e vendicarsi delle partner, non abbiamo bisogno di una legge che obbliga i figli a stare con loro.<\/p>\n\n\n\n<h4>Il Paese di cui abbiamo bisogno<\/h4>\n\n\n\n<p>Avevamo invece bisogno di una legge che rendesse pi\u00f9 facile e sicuro per le donne potersi separare, che riconoscesse che il momento della separazione nei casi di violenza \u00e8 il momento pi\u00f9 pericoloso per la vita delle donne e dei loro figli. Avevamo bisogno di una legge che sostenesse le famiglie in difficolt\u00e0 economica che vogliono separarsi. Di una legge che tutelasse i diritti dei bambini e delle bambine e riconoscesse i doveri dei genitori e non viceversa.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo qui in piazza per fare chiarezza su CHI \u00e8 dalla nostra parte e CHI no, chi \u00e8 dalla parte delle donne e dei\/lle bambini\/e e chi no, CHI \u00e8 disposto in Parlamento a far sentire la propria voce e a rispondere alla propria coscienza.<\/p>\n\n\n\n<p>Non vogliamo nessuna modifica al ddl, ma pretendiamo il suo ritiro.<\/p>\n\n\n\n<p>Finch\u00e9 non l\u2019avremo ottenuto, noi non faremo un passo indietro.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull\"><img src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.centrodonnapadova.it\/images\/67104154_2405163559544446_5855922719635275776_n.jpg?w=750\" alt=\"manifestazione in piazza Pilloff, contro il ddl Pillon\" data-recalc-dims=\"1\"\/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il ddl Pillon va fermato A settembre riprender\u00e0 in Commissione Giustizia al Senato la discussione sul Ddl Pillon e sugli altri disegni di legge collegati, nonostante centinaia di migliaia di uomini e donne in Italia ne abbiano chiesto il ritiro.&nbsp;Tanti\/e parlamentari e rappresentanti delle istituzioni in questi mesi si sono [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":483,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"seo_booster_metabox":"","spay_email":""},"categories":[1],"tags":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.relazionipositive.org\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/67258359_2407971769263625_6710917315174596608_n.jpg?fit=960%2C720&ssl=1","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.relazionipositive.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/457"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.relazionipositive.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.relazionipositive.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.relazionipositive.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.relazionipositive.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=457"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.relazionipositive.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/457\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":481,"href":"https:\/\/www.relazionipositive.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/457\/revisions\/481"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.relazionipositive.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/483"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.relazionipositive.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=457"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.relazionipositive.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=457"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.relazionipositive.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=457"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}