{"id":658,"date":"2019-09-24T14:58:52","date_gmt":"2019-09-24T12:58:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.relazionipositive.org\/?p=658"},"modified":"2019-10-01T15:09:20","modified_gmt":"2019-10-01T13:09:20","slug":"codice-rosso-codice-rosa-noi-diciamo-codice-donna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.relazionipositive.org\/?p=658","title":{"rendered":"Codice rosso, codice rosa, noi diciamo Codice donna"},"content":{"rendered":"\n<p>Negli ultimi anni i Centri antiviolenza, compreso il nostro, hanno visto un aumento esponenziale delle richieste di aiuto. Un segnale positivo perch\u00e9 significa che sempre pi\u00f9 donne escono dal silenzio e acquisiscono fiducia nelle istituzioni.<br>Nella provincia di Padova sono state 1016 l\u2019anno scorso, 545 nei primi sei mesi di quest\u2019anno e 16 le&nbsp;richieste di accoglienza di emergenza, 8 solo a luglio e agosto.<br>Quando si affronta un caso di violenza e maltrattamenti in famiglia contro una donna dobbiamo sempre pensare che \u00e8 la donna che deve essere al centro di ogni decisione.<br>Bisogna ascoltare le sue parole, non sottovalutare quello che ci dice e accompagnarla in modo consapevole in un percorso di fuoriuscita dalla violenza.<br>Che non significa denuncia immediata. Proprio perch\u00e9 sappiamo che il momento della denuncia \u00e8 quello pi\u00f9 pericoloso<strong> <\/strong>per la vita di una donna, dobbiamo prima pensare alla protezione, sua e dei\/delle suoi\/sue figli e figlie.<br>Vuol dire creare e finanziare alloggi e strutture che possano accogliere le donne in \u2018emergenza\u2019 per alcuni giorni in modo da avere i giusti tempi per capire quali passi ulteriori fare.<br>L\u2019accoglienza in emergenza viene portata avanti da alcuni anni nel territorio provinciale di Padova dal Centro Veneto progetti Donna, il centro antiviolenza, con il supporto della Croce Rossa Italiana &#8211; Comitato di Padova. Le operatrici del Centro, contattate dai Servizi Sociali, Pronto Soccorso, Forze dell\u2019ordine o direttamente dalla donna, provvedono a reperire un alloggio temporaneo (in struttura protetta o alberghiera a seconda delle disponibilit\u00e0) per lei e le\/i bambine\/i. Nei giorni successivi, insieme alla donna si costruisce il percorso da intraprendere che consiste nel valutare se e quando fare la denuncia (i maltrattamenti in famiglia spesso durano anni ed \u00e8 importante circostanziare gli episodi in modo dettagliato nello spazio e nel tempo); si valuta se sospendere o cambiare la frequenza scolastica dei\/delle minori; ci si raccorda con le Forze dell\u2019Ordine per andare a prendere in casa gli effetti personali; ci si pu\u00f2 recare al Pronto soccorso o in Ospedale per eventuali visite mediche; si valuta la rete famigliare\/amicale che pu\u00f2 essere di supporto e si contatta un\/una legale.<br>Tutto questo lavoro non prevede una specifica fonte di finanziamento, sebbene da molti anni stiamo chiedendo a livello politico di prevedere a tutti i livelli (nazionale, regionale e comunale) che questa attivit\u00e0 sia finanziata.<br>Oggi finalmente abbiamo uno specifico Ministero per le Pari Opportunit\u00e0. Chiediamo alla Ministra di considerare la violenza maschile sulle donne come tema prioritario dentro la sua agenda politica.<br>E di coinvolgere prima di tutto i Centri antiviolenza nell&#8217;applicazione del Piano nazionale contro la violenza maschile sulle donne. Perch\u00e9 la voce dei Centri \u00e8 quella delle migliaia di donne che a essi si rivolgono, e da oltre trent&#8217;anni la loro esperienza \u00e8 pratica politica di relazione tra donne.<br>Chiediamo politiche integrate con gli altri Ministeri e che in tutte le decisioni vengano messe al centro le donne, i loro figli e le loro figlie, le loro vite. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi anni i Centri antiviolenza, compreso il nostro, hanno visto un aumento esponenziale delle richieste di aiuto. 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