La violenza è doppia quando uno Stato che dovrebbe proteggerti ti viola, quando hai 17 anni e torni a casa la sera e ti guardi ogni volta le spalle, e stavolta ci sono quattro poliziotti, magari coi braccialetti fucsia distribuiti loro dal governo della Capitale per farsi più vicini. Sospesi e non indagati. In un paese dove solo l’11% dei casi denunciati arriva in tribunale, di cui solo il 2,4% arriva a sentenza definitiva, in un sistema che genera impunità e sfiducia al 64% nella polizia e nel sistema giudiziario secondo il Inegi (Instituto Nacional de Estadística y Geografía ), e quindi solo il 10% delle donne denunciano. La violenza è una tormenta mediatica in cui trapelano i tuoi dati personali, che preme ora dopo ora alla ricerca delle prove che quello stesso Stato patriarcale ha mancato di prendere, come fu per tante altre, e ti induce a ritirare anche la tua denuncia. La violenza è solitudine, spesso, ma non in Messico, dove il 12, il 14, il 16 agosto migliaia di donne riversano per le strade, in piazza, con l’unica prova che conta, l’assenza di altre nove di loro ogni giorno, mentre ogni 18 secondi un’altra donna viene stuprata. Perché se già i dati ufficiali parlano chiaro –Secondo il rapporto 2017-2018 di Amnesty International che riprende i dati delle autorità nel 2016 in Messico ci furono 2668 femminicidi, e il 66,1% delle donne sopra i 15 anni subisce violenza di genere almeno una volta nella vita-, i casi di abuso sessuale sono aumentati del 20% secondo il Sistema Nacional de Seguridad Pública (SNSP) in tutto il Paese, da gennaio a giugno sarebbero già 8464, di cui 667 solo a Città del Messico, dove le donne sono partite alla volta della sede del Procuratore generale e oltre, fidandosi solo di se stesse finché non sono riprese le indagini, e continuando a camminare per tutta l’America Latina e per il mondo, libere, perché la strada è lunga e la marcia será feminista o no será.
L’appuntamento è a riunirsi in assemblea per questa domenica e coordinarsi, scoraggiando a partecipare alle manifestazioni che vengono chiamate da ignoti che utilizzano il loro #NomeCuidanmeViolan, perché si temono trappole ad opera di gruppi di uomini violenti che si stanno organizzando per marciare contro di loro, come l’infiltrato in corteo che ha colpito il giornalista per screditare il movimento.

Info:
https://billieparkernoticias.com/feministas-alertan-sobre-…/
https://www.amnesty.it/…/rapporto-annuale…/americhe/messico/
https://elpais.com/…/08/18/actualidad/1566161127_450051.html
https://notiboom.com/no-me-cuidan-me-violan-la-campana-con…/
https://www.dinamopress.it/…/vittime-furiose-insurrezione…/…

NON UNA DI MENO
Womenareurope


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