Il lavoro retribuito è fondamentale per l’autonomia economica e l’inclusione sociale. Ma molte donne, soprattutto madri, incontrano ancora barriere strutturali che limitano il loro accesso, la stabilità e la qualità dell’occupazione. La loro forte concentrazione in lavori “femminilizzati” mostra che nel mercato del lavoro esistono ancora divisioni persistenti tra i diversi tipi di professioni.
Le disparità contrattuali
In Italia, la maggior parte delle lavoratrici si concentra in settori spesso a basso valore aggiunto, dove prevalgono mansioni non qualificate, contratti instabili e livelli retributivi inferiori alla media. Infatti, il 61,7% ha un contratto di lavoro full- time mentre il 31,3% ha un contratto di lavoro part-time.
La penalizzazione della maternità in Italia
Analizzando il divario di genere nel tasso di occupazione notiamo come cambia radicalmente quando vi è la presenza di uno/una o più figli e figlie minori. La genitorialità ha effetti diversi su uomini e donne: per gli uomini, avere figli è associato a un aumento dell’occupazione, infatti, tra gli uomini senza figli e figlie, il tasso di occupazione è pari al 77,3%, mentre tra gli uomini con figli e figlie sale all’83,7%. Per le donne la tendenza è opposta, il tasso di occupazione delle donne senza figli e figlie è del 68,7%, ma scende al 63,8% tra le donne con figli e figlie, perciò, la presenza di figli e figlie coincide con una riduzione della partecipazione al lavoro.
Il prezzo del caregiving femminile
La presenza di figli e figlie minori porta ad una maggiore inattività lavorativa tra le donne. Nel Sud Italia il 51,7% delle donne con figli e figlie è inattiva, specialmente tra le giovani donne. La carenza di servizi per le famiglie costringe loro di occuparsi della cura della famiglia, e dei figli e figlie minori.
Dimissioni volontarie: analizziamo i dati
Il fenomeno delle dimissioni volontarie post genitorialità riguarda il 72,8% delle donne. A dimettersi sono principalmente le madri entro il primo anno di vita del primogenito o della primogenita, a causa delle seguenti motivazioni:
- 41,7% difficoltà per mancanza di servizi di assistenza
- 21,9% problematiche legate all’organizzazione del lavoro
Questa campagna è realizzata all’interno del progetto MomMy Power
Il progetto ha come obiettivo quello di migliorare la qualità di vita, professionale e personale, delle donne lavoratrici che sono diventate madri tramite azioni mirate all’empowerment delle donne stesse, creando le condizioni per favorire il rientro e la permanenza delle lavoratrici nel luogo di lavoro, nonché favorire una “cultura” condivisa rispetto al tema della conciliazione a beneficio di tutte le lavoratrici.
Progetto realizzato con il contributo della Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le politiche della famiglia.
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